“ Finalmente inghiottì la sua lumaca. Poi si mise a studiare quelle che aveva nel piatto.
«Hanno tutte il loro minuscolo buco di culo! È orribile! Orribile!»
«Che cos’ha di orribile il buco del culo, tesoro?»
Si mise il tovagliolo davanti alla bocca. Si alzò e corse in bagno. Cominciò a vomitare. Le gridai dalla cucina:
«Che cosa c’è che non va nel buco del culo, piccola? Tu ce l’hai il buco del culo e anch’io ce l’ho il buco del culo! Quando vai a comprare una bistecca di manzo, quel manzo aveva il buco del culo! Il mondo è pieno di buchi di culo! In un certo senso anche gli alberi hanno il buco del culo solo che non si vede, è coperto dalle foglie. Il tuo buco del culo, il mio buco del culo, al mondo ci sono miliardi di buchi di culo. Il presidente ha il buco del culo, il ragazzo del lavaggio macchine ha il buco del culo, il giudice e l’assassino hanno il buco del culo…»
— Charles Bukowski. Post Office
“ la parte logica afferma ciò che l’inconscio nega
“ I collezionisti preferiscono le orchidee selvatiche, ha scritto William Langley sul quotidiano inglese Daily Telegraph. Le orchidee coltivate nei vivai portano “lo stigma della perfezione”. I loro colori sono generici e il disegno dei petali è noiosamente regolare. Le varietà esotiche, non toccate dall’intervento umano, con i loro “petali lisci e vellutati, il labello imbronciato rivolto verso il gambo teso e ricurvo e il calice venato sono molto più interessanti”. Qualunque sia la tua sfera d’azione, Acquario, nei prossimi giorni ti consiglio di ispirarti al modello dei collezionisti di orchidee selvatiche.